Guida alla scuola italiana, ossia cosa abbiamo imparato dal nostro scambio reciproco con i colleghi danesi che non avremmo mai voluto rivelare…

Giorni frenetici al Liceo Rinaldo Corso di Correggio. Appena tornate dalla Danimarca, noi (le professoresse Annalisa Canarini, Marcella Bursi ed Elisabetta Grisendi) ci troviamo subito impegnate nella ospitalità della delegazione danese del Nørresundby Gymnasium and HF. I nostri mentori durante lo studio e analisi del liceo di Nørresundby arrivano in Italia il giorno 7 aprile 2018 per un periodo di due settimane di osservazione e studio dell’ambiente liceale italiano finanziato dalla Unione Europea: come si svolgono le lezioni, quali strategie didattiche si attivano per l’inclusione, quali approcci innovativi si mettono in campo per favorire le competenze, cosa è il CLIL, cosa è una interrogazione orale, come si programma e verifica un piano di lavoro – nelle lingue, in greco e latino, in matematica e fisica, in pratica nelle discipline cardine degli indirizzi liceali presenti nel nostro istituto.

Giorni frenetici al Liceo Rinaldo Corso di Correggio: incontri, focus group, osservazioni in aula e momenti di socializzazione che hanno permesso ai nostri colleghi italiani di respirare un po’ di quel freddo nord che noi avevamo assaporato a gennaio e ai colleghi danesi di assaggiare la cultura italiana tra pranzi e visite guidate. I professori si fanno osservare nel lavoro in aula e discutono con i colleghi danesi in merito alle proprie scelte didattiche e alle strategie messe in atto. Gli studenti di diversi indirizzi si fanno intervistare e completano il quadro della vita nella nostra istituzione, frammento della scuola italiana.

Al ritorno dalla Danimarca nelle prime settimane di febbraio, ci eravamo soffermate a riflettere sugli aspetti della vita scolastica che avevamo visto scorrerci davanti nel nostro soggiorno danese: libertà, empowerment, lavoro a gruppi, competenze, minor carico di lavoro e conoscenze meno approfondite, lezione frontale inesistente in quanto il docente è un suggeritore o un facilitatore che sovraintende il lavoro degli studenti. Avevamo anche discusso la gestione degli studenti con Bisogni Educativi Speciali, che presso il Nørresundby Gymnasium and HF prevede la creazione di una micro-classe differenziale. Durante il soggiorno dei colleghi danesi la nostra scuola e il gruppo docenti ha veramente apprezzato un diverso punto di vista, durante questa visita abbiamo visto la nostra scuola e il nostro lavoro con “fresh eyes”. Ma come ci vedono i nostri partner danesi? Noi siamo…

Una scuola che è un monastero con lo scheletro della monaca

Una scuola in cui gli studenti non escono dall’aula per svolgere le attività

Una scuola in cui le lezioni si svolgono solo al mattino e anche al sabato

Una scuola che richiede lavoro a casa

Una scuola in cui ci sono interrogazioni orali

Una scuola in cui si verificano gli apprendimenti con regolarità

Una scuola in cui non si usa il PC, ma ancora carta e penna

Una scuola in cui gli studenti imparano molto ma non a relazionarsi con il mondo digitale, che viene tenuto al di fuori della scuola stessa

La scuola danese rende i ragazzi più responsabili e con più competenze comunicative, ma non permette loro di approfondire o di analizzare o di memorizzare le conoscenze, la scuola danese cerca di inglobare il mondo esterno attraverso i laptop per dare agli alunni una chiave di accesso ad una realtà in costante cambiamento e per “farli competere con chiunque nel mondo”.

Ma forse le due scuole dovrebbero incontrarsi nel mezzo e queste due settimane di lavoro con i colleghi danesi ci hanno restituito un liceo nuovo.

Non crediamo che la scuola italiana sia quell’essere tradizionale e immobile che i docenti danesi hanno riflesso attraverso lo specchio della loro esperienza “indimenticabile e incredibilmente istruttiva”. Essa è semplicemente un luogo di cultura e arricchimento. E, parafrasando il poeta, questo fa tutta la differenza.