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ERASMUS 30 e LODE

All’interno delle iniziative del mese europeo 2017 del Comune di Correggio “Correggio/Europa”, il Liceo Statale Rinaldo Corso è stato invitato a portare la propria esperienza di progettazione europea e di viaggio. Di seguito uno stralcio dell’intervento della professoressa Marcella Bursi alla Conferenza “Erasmus 30 e Lode” tenutasi a Reggio Emilia Aula Manodori, UniMoRe sabato 6 maggio 2017 cui hanno partecipato anche due studentesse di 5A Linguistico – Lucia Guidetti e Agnese De Nisco – coinvolte nell’estate 2016 nel progetto MOVET finanziato dalla Comunità Europea alla Provincia di Reggio Emilia.

“Mi chiamo Marcella Bursi e insegno Inglese. Non so se lo posso dire, ma anche io un po’ mi sento parte della generazione Erasmus. […] grazie al progetto Erasmus+ KA1 “Training teachers to encorage innovative curricola and future european partnerships” le porte dell’Europa si sono aperte anche per me.

Perché si decide di richiedere un finanziamento europeo e di partire per una esperienza erasmus in Europa? Nel mio caso, nel momento in cui io e la mia collega Annalisa Canarini abbiamo ideato, scritto e inviato il progetto, io sentivo il bisogno di rinnovare gli approcci metodologici e le mie competenze culturali, sentivo come vitale l’integrazione nella didattica delle nuove tecnologie (video, ICT) ma soprattutto desideravo uscire dall’aula per confrontarmi con altri docenti e altri paesi in una profonda ricerca di conoscenze e esperienze che potessero educarmi ad una cittadinanza attiva e consapevole e accrescere la mia motivazione, e di conseguenza la motivazione dei ragazzi.

Cosa ho scoperto grazie al progetto Erasmus? Sono stata in Inghilterra e in Finlandia, dove ho effettuato una esperienza di job shadowing, ossia di osservazione e studio delle lezioni, della organizzazione della scuola Karhulan Lukio di Kotka, e di analisi della vita dello studente e dei colleghi finlandesi. Le due settimane sono state cruciali per farmi riflettere sulla mia didattica e integrarla con le buone pratiche finlandesi, vitali per farmi considerare la potenzialità della scuola italiana nella formazione dello studente come persona e cittadino, essenziali per farmi apprezzare il lavoro in team sia nella progettazione che nella realizzazione delle attività in classe e tra colleghi. Ho infine stimato particolarmente importante quanto gli spazi della scuola finlandese contribuiscano ad lavoro integrato, e siano un luogo di lavoro meno strutturato dove si possa stare bene e incontrarsi, parlare, un luogo di socializzazione.

Come sono cambiata e come ho cercato di portare l’Europa in aula e integrarla nel lavoro quotidiano? Il cambiamento è stato a favore di un lavoro con i colleghi più coordinato alla ricerca di una progettualità condivisa che assomma diverse competenze e integra varie anime, un lavoro che ha riportato all’interno della nostra scuola nuovi stimoli, nuove strategie, nuovi orizzonti che si autoalimentano in una didattica più varia e consapevole, in una modo di fare formazione e autoformazione che come un circolo virtuoso favorisce la discussione, la sperimentazione, il lavoro in equipe e i curricola innovativi. Penso tuttavia che l’aspetto più sorprendente del progetto KA1 Erasmus+ di mobilità dello staff sia stata l’origine di altri due progetti che coinvolgono l’Europa ideati e realizzati in collaborazione con Annalisa Canarini, mia collega di Matematica e Fisica al Liceo: il progetto di scambio triennale “Figure Out My Country” e il progetto “Europa in Corso – (in)formazione europea al Liceo Corso”. Se il secondo ha portato l’Europa dentro le aule del liceo con iniziative di formazione e mostre fotografiche, con progetti sull’Europa e i migranti, con incontri con esperti di economia e di Brexit, con una collaborazione con il Comune di Correggio, il primo progetto ha coinvolto una classe del nostro liceo (5DS) in un programma di scambio triennale con scuole in Finlandia e Olanda fondato sulle rappresentazione del reale attraverso la matematica e l’incontro tra matematica e arte, tra fisica e robotica, tra matematica e geografia. Il punto di forza di questo progetto è stato appunto cogliere la opportunità di parlare di Europa a Correggio, di portare l’Europa a Correggio attraverso le mobilità, di portare i nostri studenti in Europa e alla scoperta di altre culture e studenti coetanei.

Quale è la chiave del successo della mia esperienza Erasmus? La opportunità di fare esperienza formativa e di sviluppare competenze culturali e sociali attraverso l’esperienza diretta, la stessa trasformazione che hanno avuto i miei studenti nei viaggi di “Figure Out My Country” anche semplicemente dalla convivenza con coetanei stranieri e la condivisione del lavoro quotidiano. Perché l’inserimento e la integrazione in un tessuto sociale nuovo permette un’apertura ed una disponibilità verso l’altro che solo il viaggio e l’esperienza diretta può dare. Perché in sostanza, dove sta il successo di questi percorsi europei? Ossia, cosa ha fatto Erasmus per me e per i miei studenti? Erasmus ci ha dato la possibilità di cambiare e superare i nostri confini. Per diventare cittadini europei consapevoli e contrastare la paura e il disagio verso il diverso basta una valigia e un biglietto per qualsiasi destinazione, perché nella conoscenza di un altro paese e cultura risiede la tolleranza e la consapevolezza di sè – si devono promuovere scambi, viaggi e incoraggiare il movimento delle persone e l’interazione attraverso la mobilità per risvegliare una cittadinanza globale inclusiva.

Tutto questo per me ha avuto un nome semplice e alla mia portata – Erasmus+.